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ALLA SCOPERTA DELLA SINDONE: 35 – Costantinopoli, 16 agosto 944

Arrivata il 15 agosto 944 a Costantinopoli, l’effige edessena venne celebrata con ogni fasto il giorno successivo, tanto dagli imperatori bizantini, quanto da tutto il clero. Il sacro volto fece il giro della città, affinché la sua sacralità effondesse benedizione alle mura e alle genti. Dopo aver confermato, con la sua presenza, il trono imperiale, la preziosa immagine, che aveva sostato anche in Santa Maria delle Blacherne e in Santa Sofia, venne traslata a Santa Maria del Faro. Chi ebbe il privilegio di osservare accuratamente questa venerabile figura, la descrive come una rappresentazione sfumata e quasi indecifrabile, per nulla assimilabile ad un dipinto: propriamente quanto avviene per chi contempla e venera la Sindone. Continua a leggere “ALLA SCOPERTA DELLA SINDONE: 35 – Costantinopoli, 16 agosto 944”

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ALLA SCOPERTA DELLA SINDONE: 34 – Da Edessa a Costantinopoli

Ricevuta l’indicazione da Bagdad, l’emiro di Edessa lasciò partire la venerata immagine. Nondimeno la rivolta in città fu violenta, perché quel santo «fazzoletto» era ritenuto, da tutta la popolazione, un’icona protettrice. Con abilità, ma adoperando anche, all’occorrenza, minacce di morte contro chi si frapponeva all’adempimento degli accordi, l’emiro riuscì a far uscire dalle mura il vescovo Abramio, assieme alla santa effigie. Neanche un poderoso temporale, che gli abitanti di Edessa considerarono come una «voce divina» contraria al trasferimento, impedì quanto era stato concordato. Il viaggio per rientrare a Costantinopoli durò circa un anno, e in questo lasso di tempo l’armata bizantina fu testimone di vicende particolari, compresi prodigi, miracoli e guarigioni. Continua a leggere “ALLA SCOPERTA DELLA SINDONE: 34 – Da Edessa a Costantinopoli”

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ALLA SCOPERTA DELLA SINDONE: 33 – La decisione di Bagdad

Non appena il messaggero inviato dall’emiro di Edessa giunse al cospetto del califfo di Bagdad, quest’ultimo convocò immediatamente i suoi saggi e consiglieri per elaborare la decisione da prendere: accettare lo scambio proposto dai Bizantini, ovvero il rilascio di duecento prigionieri e la consegna di dodicimila pezzi d’argento, a fronte della cessione del «fazzoletto» del profeta Gesù, oppure venire allo scontro, lasciando integri e incorrotti l’orgoglio e la dignità musulmana? Dopo aver acquisito ogni possibile argomentazione, il califfo al-Muttaqi reputò valida la soluzione proposta dal gran visir Ali ibn Isa. Dopo che il responso, da Bagdad, rientrò a Edessa, venne comunicato al generale bizantino Curcuas e al vescovo Abramio. Continua a leggere “ALLA SCOPERTA DELLA SINDONE: 33 – La decisione di Bagdad”

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ALLA SCOPERTA DELLA SINDONE: 32 – L’immagine di Edessa

Dopo che la Sindone fu «svuotata» nel Sepolcro, cosa le accadde? Quali furono le vicende che coinvolsero il Venerato Lino, tra il I secolo d.C. e il XIV secolo d.C.? A partire dalla seconda metà del ‘300, infatti, il Sacro Telo risulta nel possesso di Geoffroy I de Charny, un eroico cavaliere francese che aveva il suo feudo a Lirey, nella diocesi di Troyes. Ma quale fu il tracciato che la Sindone ebbe a seguire, da Gerusalemme alla Francia? Per dare soddisfazione a queste domande, ma senza dare nulla per scontato, la direzione da intraprendere è quella che guarda verso oriente, da dove sorgono indizi interessanti in merito alla verosimile e probabile esistenza della Sindone prima di Lirey. Continua a leggere “ALLA SCOPERTA DELLA SINDONE: 32 – L’immagine di Edessa”

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ALLA SCOPERTA DELLA SINDONE: 31 – La Sindone lascia Torino

La Sindone, nel corso dei suoi trecento anni circa di permanenza nella sua straordinaria Cappella, fu costretta a lasciare Torino per due volte. La prima occasione risale al 1706, a causa dell’assedio che i franco-spagnoli mossero contro il capoluogo piemontese: il Sacro Telo venne trasferito a Genova. La seconda fu tra il 1939 e il 1946, quando il Venerato Lenzuolo venne portato in Campania, nei pressi di Avellino, all’interno di una abbazia, per sfuggire non tanto alle bombe, quanto ad un uomo, pervaso da cupe ed oscure brame esoteriche. Continua a leggere “ALLA SCOPERTA DELLA SINDONE: 31 – La Sindone lascia Torino”

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ALLA SCOPERTA DELLA SINDONE: 30 – L’opera di Sebastiano Valfré e l’incendio del 1997

Dopo che la Sindone venne sistemata (1 giugno 1694) nella sua Cappella, a ridosso del duomo di Torino, fu necessario un intervento di assestamento del Prezioso Lino. Agì a tale scopo il presbitero piemontese, e futuro beato, Sebastiano Valfré, il quale non mancò di commuoversi durante i suoi lavori, fino a gocciolare lacrime sopra la Sacra Reliquia. A partire dal giugno 1694, La Sindone rimase … Continua a leggere ALLA SCOPERTA DELLA SINDONE: 30 – L’opera di Sebastiano Valfré e l’incendio del 1997

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ALLA SCOPERTA DELLA SINDONE: 28 – San Francesco di Sales e la Cappella della Sindone

Nel 1613 a Torino, durante la celebrazione liturgica in occasione dell’ostensione della Sindone, accadde un fatto curioso, che vide coinvolti François de Sales ed il principe cardinale Maurizio di Savoia. Fu lo stesso futuro santo a raccontarlo, precisamente un anno dopo, in un suo scritto datato 4 maggio 1614. Il futuro dottore della chiesa narra che, essendo egli parecchio sudato, e trovandosi al cospetto della Santa Sindone, caddero dal suo viso molte gocce di sudore, le quali non poterono evitare di bagnare il Sacro Lino. Il principe cardinale, risentito, manifestò la sua irritazione, ma François de Sales non mancò di replicare con una risposta pronta ed acuta. Intanto, a cavallo tra ‘500 e ‘600, i Savoia stavano procedendo alla costruzione della Cappella della Sindone. Continua a leggere “ALLA SCOPERTA DELLA SINDONE: 28 – San Francesco di Sales e la Cappella della Sindone”

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ALLA SCOPERTA DELLA SINDONE: 27 – Ancora un santo a venerare la Sindone

Dopo aver trasferito la Sindone da Chambéry a Torino nel 1578, in occasione del pellegrinaggio del cardinale di Milano Carlo Borromeo, i duchi di Savoia dovettero sistemare la Venerata Reliquia in un luogo adatto e in una decorosa custodia. In attesa di una propria cappella (che sarà realizzata solo alla fine del XVII secolo), la Sindone, arrotolata in un prezioso reliquiario, dapprima venne collocata entro le mura del palazzo ducale, e poi all’interno del duomo. Il prestigio che apparteneva al Prezioso Lino, nonché la devozione che l’ammantava, erano motivo di grande venerazione, a fronte della quale, all’inizio del ‘600, numerose furono le ostensioni, alle quali partecipava sempre un nugolo di devoti fedeli. E dinanzi alla Sindone venne ad inginocchiarsi, dopo Carlo Borromeo, un altro futuro santo e dottore della Chiesa. Continua a leggere “ALLA SCOPERTA DELLA SINDONE: 27 – Ancora un santo a venerare la Sindone”

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ALLA SCOPERTA DELLA SINDONE: 26 – Lo stretto legame tra Carlo Borromeo e la Sindone

Dopo aver venerato la Sindone nel 1578, il cardinale di Milano Carlo Borromeo ebbe modi di recarsi al cospetto del Sacro Lenzuolo per altre tre volte. Nel 1581, lasciata Vercelli, raggiunse Torino dopo essere andato incontro al nuovo duca di Savoia Carlo Emanuele I; nel giugno 1582, partito in carrozza da Milano, giunse nel capoluogo piemontese in occasione della festa del Corpus Domini, dove poté contemplare la Sindone sia in una ostensione privata, sia in due esposizioni pubbliche; nel 1584, in procinto di recarsi a Varallo per un ritiro spirituale, accettò l’invito di Carlo Emanuele I, ovvero dei messaggeri inviati da costui, i quali avevano l’esplicito compito di scortare il cardinale fino a Torino, affinché potesse venerare per un’ultima volta la Preziosa Reliquia. Il futuro santo ebbe anche la gioia di ricevere, nell’agosto 1581, una copia della Sindone: Carlo Emanuele I non esitò ad esaudire questo desiderio, espresso dal Borromeo a seguito della sua seconda visita a Torino, e tale riproduzione è ancora oggi conservata in una località prossima a Milano. Continua a leggere “ALLA SCOPERTA DELLA SINDONE: 26 – Lo stretto legame tra Carlo Borromeo e la Sindone”